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Fitness

sergeant-hartmanVe lo dico subito, così siamo chiari fin dall'inizio. Sono il Sergente Bastardo. Questo non è il mio vero nome ma ci tengo ancora di più perche me lo sono guadagnato. Il mio compito qui è quello di farvi allenare, se viva. Se volete farlo accomodatevi, ma sappiate che non sarà una passeggiata, che non sarò ne carino ne gentile, che vi dirò tutto quello che penso a brutto muso. Se non vi va, va bene lo stesso. Nessuno vi costringe, nessuno ve lo chiede.

Sarò sincero, vi dirò le cose come stanno, chiare e semplici. Non userò giri di parole ne starò li a leccarvi le ferite o a sentire i vostri lamenti. Certe cose le lascio alle riviste: trovate tutto quello che non vi serve ma vi fa stare tanto bene nelle pagine patinate, tra gli articoli "10 cravatte che non possono mancare nel vostro armadio" e " falle dire che sei il suo mandrillo del sesso", o tra "il trend dello smalto per la prossima stagione " e " come tare fuori la principessa che è in voi (e rimorchiare il principe)".

Qui ci sarà solo sincerità, schiettezza, impegno, poche chiacchiere e tanto tanto tanto sudore.

Se non vi ho spaventato con questo antipasto, possiamo proseguire.

 

 

Cosa faremo qui.

La teoria dell'evoluzione di C.Darwin, in inglese è indicata anche come "Survival of the fittest". La traduzione corretta è "sopravvivenza della specie più adatta" ma noi useremo qui, per i vostri scopi, quella volutamente sbagliata di "sopravvivenza del più in forma".

L'idea è che non importa quanti bei giocattoli avete messo da parte e quanti bazooka avete nei pantaloni. Se la vostra condizione fisica è quella di un maiale all'ingrasso col mal di schiena le vostre possibilità sono drasticamente limitate. Se primo strumento da usare per sopravvivere è il cervello, il secondo è sicuramente il corpo. Qui ci prenderemo cura di questo aspetto: rendere il nostro corpo uno strumento affidabile, forte e sano.

Non mi interessa che diventiate dei modelli da intimo da stilista. Non puntiamo a fare colpo sulle colleghe di lavoro, sul personal trainer o sul garzone del panettiere. Per me andate bene anche brutti e con la pancetta, ma con un corpo sano che sia in grado di servivi ed aiutarvi. Non estetica, ma funzionalità. Se poi cuccate pure meglio per voi, ma a me non interessa.

 

Tutte le vostre scuse.

La mia preferita è "non ho tempo". Balle. Colossali balle. Hai tempo per stare su questo sito, sul forum, vedere come finisce la tua serie, passare al bar, leggere la gazzetta, fare shopping, accendere la televisione? Allora la cosa giusta che dovresti dire è "dopo aver buttato via un sacco di tempo nella giornata in attività che mi piacciono tanto non ho più tempo per fare qualcosa che mi serve".

Vi chiarisco subito una cosa: conosco tutti i vostro motivi per non fare. Solo che io le chiamo col nome giusto: scuse. La prima cosa da chiarire è questa, sono scuse. Se avete fatto delle scelte che vi impediscono di fare qualcosa per il vostro corpo, a me non importa, ma chiamatele col loro nome. Sono scuse che cerchiamo di usare per lavarci la coscienza quando ci rendiamo conto che le nostre scelte ci impongono, alla fine, di rinunciare a qualcosa che, in fondo, sappiamo sarebbe giusto fare.

Le conosco tutte perché me le mangio a colazione, questo è il mio mestiere. Ne ho una collezione. Io stesso ho dovuto superarle tutte e spazzarle via per fare quello che faccio. Quindi non pensate che serva a qualcosa provare ad impietosirmi con tutti i passi che ho già fatto e superato un bel po di tempo fa: non ne ho nostalgia, non attacca.

E farò di meglio: vi toglierò il problema tempo, non vi chiederò di comprare dell'equipaggiamento o di fare altre cose che vi sottraggano risorse preziose. Vi toglierò la possibilità di aggrapparvi a delle scuse e vi metterò davanti al vero, unico, reale dilemma: volete farlo o no?

 

Impegno.

Perché tutte le diete che avete fatto fino ad ora sono fallite? perché avete mollato e/o non ci avete provato abbastanza forte. Tutto qui. Non è la dieta che ha fallito. Sei tu. 

Ok, ok, mi rendo conto che questa è tosta, ma è vera. Ti concedo una cosa: il mondo intorno non ti ha supportato. La zia voleva a tutti i costi che assaggiassi la sua torta, la gente ti invita fuori e devi mangiare, ogni strada che porta lontana dall'obiettivo è ampia ed in discesa, mentre quella giusta è sempre piccola, tortuosa, accidentata ed in salita. Se ci mettiamo pure la TV che ti farcisce la testa coi concetti sbagliati tutto si spiega: "te lo meriti", "viziati", "il tuo momento tutto per te"

Ecco il primo ingrediente allora: impegno, stare sul tracciato, seguire i progressi e progredire, costantemente. Spegni la TV, non lasciarti prendere in giro ad ogni spot. 

Credi davvero che esista una macchina per fare ginnastica che ti faccia avere un fisico da copertina patinata senza fare fatica (per soli 199.99€) ?? Balle. Pensi che basti prendere due pasticchine al giorno per cacciare fuori dal corpo tutti i grassi che ti mangi? Balle.  Ti piacciono le balle, lo so. Ti fanno sentire meglio, ti evitano la fatica e tutto il resto. Basta che le compri e che ci credi.

Fino a che le balle si sgonfiano e tu ricominci da capo. E compri una nuova macchina per gli addominali. Se ti piacciono queste balle, questo posto non fa per te. Qui c'è una sola : fare.

 

Come si fa:

Le armi che useremo sono due: costanza e metodo.

  • La costanza è estremamente importante, il corpo funziona così: reagisce a tutti gli stimoli, e si adatta. Ma l'adattamento è piccolo e temporaneo. Il metodo per convincere il corpo a cambiare è di sottoporlo allo stimolo gradualmente, per piccolissimi passi, ma continuare a camminare senza fermarsi. Ecco perché i "programmi d'urto" non funzionano e fanno male: il corpo non funziona così. E fanno parte del sistema delle balle di cui parlavamo prima.
  • Il metodo è quello che ci garantisce che non stiamo facendo cavolate, che non ci stiamo facendo del male per nulla. Che non stiamo facendo come i ciarlatani in TV. Consiste nel fare frequenti test al nostro corpo, per capire come siamo messi e come sta andando. Verificheremo se ci sono dei miglioramenti, se stiamo facendo abbastanza, troppo o troppo poco, per poi tarare il nostro allenamento di conseguenza.

 

Cosa aspettarvi

Non vi faccio promesse. Non è il mio compito. Se volete delle promesse fatevele da soli, e cercate di mantenerle. Se non avessi funzionare quello che faccio su diverse persone, e prima di tutto su me stesso, non lo proporrei. 

Aspettatevi lavoro, aspettatevi delle sfide, e se siete bravi, e ve li meritate, aspettatevi dei risultati. Quali questi risultati saranno dipende solo da voi: dal punto in cui partite, ovvero dal vostro stato fisico attuale, e da quanto bene riuscite a lavorare su voi stessi.

La cosa bella, e quella brutta. E' che non c'è nessuno con cui prendersela, ne a cui rendere grazie se non voi stessi.

 

L'appuntamento è per le prossime settimane. Preparatevi.

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